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		<title>Play by Forum - Lux in Tenebra</title>
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		<description>Aggiornamenti dei topic del forum</description>
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		<copyright>Copyright Lux in Tenebra - LiT 2009</copyright>
		<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 07:10:01 +0100</lastBuildDate>
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				<title>Martoz: Nessun oggetto!</title>
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				<description>Wellaaa  somma masterA,  ma  è  oggi  il tuo compleanno?
Mi sembrava  il 24 ^^'
Vabbè allora auguri, tanto meno di 20 giorni e  ti raggiungo :P</description>
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				<category>Master</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:33:45 +0100</pubDate>
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				<title>Godron: Le armi giuste</title>
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				<description>Alle parole di Akem Godron sbuffò in una mezza risata.
-Pensate davvero che io credessi di stare a cuore a Rohan, generale? Io sono qui perché questo ingaggio è come un altro, sono qui per guadagnarmi da vivere, e possibilmente per farmi onore..-
Ah, che parlatore che stava diventando, per salvarsi la pellaccia. Nessuna frase poteva essere altrettanto vera e ambivalente, in quel momento, a seconda che si intendesse l'onore secondo Rohan o secondo.. 
..Nioh. In fondo, in mancanza di dei a cui dare fiducia, il ragazzino era l'unica cosa che gli restava.
Squadrò decisamente il suo oppositore. Non gli era sfuggita l'esitazione nel sollevare la sua stessa arma, come un cavaliere che si trova a dover improvvisamente viaggiare su un toro. Una spada è diversa da una doppia come una contessa è diversa da una puttana di bordello.
Forse, anzi probabilmente, Godron aveva dei vantaggi da sfruttare. Sapeva per esperienza d'addestramento che un guerriero poco allenato volteggia un'ascia orchesca al massimo quattro volte, poi è costretto a posarla con le braccia rotte. Ammesso che Akem fosse tanto forte da arrivare a sei volteggi, Godron aveva soltanto da schivare, e poi affondare quando fosse stato il momento.
Eppure qualcosa gli diceva che non c'era convenienza nell'ingaggiare battaglia con Akem.
Godron era uomo di guerra, ma era un cacciatore, non un pazzo. E i cacciatori uccidono solo se minacciati.
-Avverto esitazione nelle vostre parole. E non è paura. È la consapevolezza del lupo, di chi non rischia un danno a meno che non sia strettamente necessario. Dite bene, gli uomini che mi hanno preceduto su questo quadro di pietra umida dovevano essere poco più che becchini, se come furie si sono gettati contro chi poteva strappare loro la vita. Io invero sento di dimostrarvi il mio valore con le parole più che coi colpi che comunque potrei picchiare, e con il desiderio di non mettere a rischio la mia vita a meno che non abbia uno scopo. Sono un uomo d'arme, non un pazzo scriteriato che si avventerà su di voi al minimo vostro agire. Se dovrò difendermi lo farò, ma attaccare senza scopo, lo fanno soltanto i disperati e i folli..-
Sapeva di rischiare, con quelle parole. Avrebbe perso il vantaggio della prima mossa, e forse avrebbe perso anche il rispetto dell'uomo che aveva di fronte. O forse anche Akem era uomo di testa, oltre che di mano. Non un venduto all'ambizione come Infausto.
Aveva la sensazione che le armi vere di cui Akem parlava fossero qualcosa di più forte persino dell'orchesca che ancora gli pendeva dalla spalla sinistra.</description>
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				<category>Avventure su invito</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:17:47 +0100</pubDate>
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				<title>Baran: Spazi</title>
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				<description>Eh beh... io posso sennò che sommo sono? :PPP

Auguri a te baldruccia :D</description>
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				<category>Master</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:08:00 +0100</pubDate>
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				<title>Baran: Godron: le armi giuste</title>
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				<description>Non lo perse di vista un solo istante. Come il lupo che osserva da dietro i roveti la vittima del suo imminente agguato, con lo sguardo che mai potrebbe essere feroce, come tanti lo avrebbero dipinto, ma accorto, non cattivo, ma sapiente, non vorace, ma sospettoso, degno d'un animale che gli dei avevano creato per essere un cacciatore nobile. 

E Godron i lupi li conosceva, aveva con loro condiviso fame, sete, stenti, freddo, caldo e pure preda, qualora fosse il caso. E quell'uomo ora era più presente che mai, come diverso da quale era stato fino ad un momento prima, quando quella inquieta distrazione lo aveva evaso dalla realtà.

-Una scelta che parla per te-.
Disse, avvicinandosi agli appoggi e prendendo la medesima arma che il barbaro aveva scelto per sé. La mosse, non bene come avrebbe gestito una spada, evidenza nel moto del braccio avvezzo ad altro tipo di peso e di forma a fendere l'aria, ma era un guerriero e questo sarebbe bastato, l'abilità respirava con lui, lentamente, pacatamente, al centro di quel quadrato di allenamento, sotto la volta bassa, dal colore umido, lacustre e malato, di pietra scura. 

-Sei un guerriero vissuto. I tuoi modi lo dicono. Le tue braccia sono formate dalle armi, le tue gambe reggono il suolo e portano un corpo abituato alla lotta. Sai quando abbassare gli occhi, sai quando alzare la voce e come modularla davanti al comando, cosa che mi dice che tu sai anche comandare perché sono fili che sai tendere. Chi sa ubbidire sa farsi ubbidire. Usi parole come le frecce di un arciere la cui mira è precisa e letale. Ti chiami Argento, un nome che sembra dato non da una madre amorevole, ma da compagni di vita, forse non è il tuo vero nome. Ho avuto molti uomini al mio comando, so riconoscere un uomo di valore e forse tu lo sei. Sappi che nessuno di quelli che sono entrati qui a combattere con me, in questa prova, ne sono usciti vivi, fino ad ora. Rohan lo sa, non gli importa davvero di te. Erano tutti beceri dispensatori di morte-.

Mosse l'ascia, ferendo il silenzio che gemette, fuggendo in un angolo buio.
-Mi sto scoprendo... ti sto dando delle armi, delle armi vere... decidi tu quali usare e fai la prima mossa-.</description>
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				<category>Avventure su invito</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:03:33 +0100</pubDate>
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				<title>Baran: Autarth e Gerark: la differenza che fa gli eroi</title>
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				<description>Un sibilo, segnale che anche Gerark aveva imparato a riconoscere. Qualcosa dei Cavalieri del Silenzio l'aveva imparata, lui, che fatica immane faceva ad essere silenzioso. Quel suono appena udito annunciava che qualcuno stava avvicinandosi. La foresta scura si mosse, infatti, in modo ordinato e premeditato, aprendo i suoi manti verde scuro per consentire l'ingresso in quel rifugio d'alberi, al limite della disastrata piana che essi conoscevano come Cavalcata dei Dannati, a due figure che essi riconobbero all'istante.

Autarth, dietro, davanti Guizzo e intorno altri dei loro, ma più distanti, comparse intorno ai protagonisti. I fuochi divamparono in quel momento, i tre fuochi che illuminavano lo spazio antistante le tende dei soldati, sistemati alla meglio dove avevano potuto dopo la disastrosa perdita della città. Non molto distante, nella valle, quasi occupando la Cavalcata, il popolo fuggito, in attesa che loro, "gli eroi", gli uomini di Federico il Rinnegato, decidessero sul da farsi o magari, nel sonno agitato del loro dolore, quella gente si consolava pensando che i Cavalieri sapessero già esattamente cosa fare e stessero già manovrando quella barca senza più timone, in un mare scuro e senza punti di riferimento.

-Mano...- disse Guizzo, magro, giovane, intelligente tra quei ragazzi, spesso in missione come spia, intendeva molte lingue, arguto, tattico, ottimo diplomatico, Guizzo detto per la sua agilità ben nota sia a Gerark che ad Autarth, perché vista in battaglia sia a Licastrum, contro il mostro, sia nell'assedio di Talo -Mano, il mio saluto a te e ai fratelli. A te riporto l'elfo e la ragazza-.

Katerina era dietro, senza grande premura di raggiungerli, infatti, appena poté si mise seduta presso uno dei fuochi, per scaldarsi dall'umido della notte.
-Autarth ha una proposta, fratello, una proposta che potrebbe avere del vincente. Mano, egli dice, perché non muovere alla volta di Undranar?-

Mano lo fissò senza nemmeno avere il tempo di salutare, subito preso da quanto stava dicendo.
-Ma abbiamo già scartato questa ipotesi. Nioh è a Undranar proprio per consentire a noi di riprendere Talo non appena il potere di Rohan cede-.
-Ma potremmo creare un diversivo, dare a Nioh e ai suoi più spazio per agire. Se ROhan fosse preso da un nostro attacco, non potrebbe badare a proteggersi-.
-Undranar è inespugnabile!- Disse Mano, respingendo quell'idea.
-Appunto, questa è la nostra forza, fratello-.

Mano guardò Autarth, quindi Gerark, in lui i dubbi combattevano con i moventi di un eroe.</description>
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				<category>Avventure su invito</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:44:58 +0100</pubDate>
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				<title>Baran: Rowan: l'economa</title>
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				<description>La mano di Miska si era sollevata per fermarla, senza riuscire a raggiungerla e stringendosi in dita che parvero rattrappirsi nel vuoto. Nel gesto trattenuto anche una tensione che sembrava voler emergere.

L'economa non vide, Uriel intuì il gesto, ma non era tipo da fermarsi. Le parole esplosero, con dolcezza, ma decisione. Maschile il tono, esperta la barda nella sua finzione degna di commensali di alto lignaggio. Avrebbe ingannato chiunque o quasi...

-Quindi tu sei migliore degli altri musici. Ah bene. Ne abbiamo giusto uno che non mi aggrada per niente e che più che un musico sembra un pelapatate che abbia deciso di cambiare mestiere. Niente di male se cambiamo e ne prendiamo uno che abbia l'aria più graziosa. Anche se poi si sa, voi musicanti siete tutti mezze femminucce-.

Miska sospirò, quindi abbassò la testa. L'economa si alzò, si avvicinò ad uno scrittoio in perfetto disordine e apertolo ne tirò fuori una serie di timbri e sigilli. Li mise tutti sul tavolo davanti a Uriel.
-Assunto-.
Disse, senza altri giri di parole.
-Mi pare che tu sappia difendere bene le tue ragioni. Ora stammi a sentire bene, non so come te la cavi e poco mi interessa, ho le orecchie ferite da troppi finti musici. Se sai veramente suonare, buon per te, viceversa avrai quello che ti meriti nella sala dove suonerai. Rohan non è tipo da perdoni commossi-.
-Ma non puoi mandarlo già nella sala!- protestò Miska -Lascia che faccia occhio, che comprenda, che impari che prenda le misure...-
-Misure? Non deve mica allargarmi il salone come carpentiere, deve suonare. Stasera il sommo chierico intende presentare a tutti gli ufficiali, i ministri,le autorità eccetera eccetera il suo nuovo generale. Il qui presente ci suonerà qualcosa. Magari non proprio un requiem, ma qualcosa di più allegro-.
-E' una cosa fuori luogo-.
-O così o niente ingaggio-.

Tuonò l'economa scevra da ogni gentilezza, guardando ora Uriel dritto negli occhi.</description>
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				<category>Avventure su invito</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:29:08 +0100</pubDate>
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				<title>Godron: Scegliere un'arma</title>
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				<description>Scegliere un'arma non era mai faccenda da poco. Era come decidere se fare a pugni su un prato morbido o su un sentiero irto di rocce, e Godron non aveva intenzione di prendere quel compito alla leggera.
Si sfilò a sua volta il mantello, sgranchì le spalle irrigidite da tensione e posizioni anomale, infine si volse verso la rastrelliera.
C'erano armi di tutti i tipi, per ogni esigenza di scontro, di dimensione, di impugnatura.
Una spada doppia attirò la sua attenzione: la parte centrale era d'ebano riccamente intarsiato.
La prese in mano, e con un movimento dell'avambraccio ne provò la rotazione, ma subito la posò disgustato.
-Dite all'artigiano che l'ha realizzata che si dedichi piuttosto a troni o scrigni femminili.. Quest'arma è buona solo per un fesso..-
Era vero. La lunghezza delle lame non era bilanciata rispetto all'insieme, e l'arma squassava appena.
Prese in mano una spada, un'ascia. Niente che facesse al caso suo.
Poi azzardò a raccogliere una doppia orchesca come quella che aveva lasciato nell'armeria quando  Kautio l'aveva vestito. Lo fece quasi per scherzo, ché l'arma sua gli era stata realizzata sotto gli occhi, a misura del suo braccio e della sua mano.
Eppure anche la doppia che raccolse gli si adattava perfetta: buono il bilanciamento, buona la dimensione delle lame, relativamente leggero il tutto, così che essa potesse essere a piacimento volteggiata. E Godron, mentre si disponeva, si convinse di dover essere molto simile ad un orco, molto più di quanto avesse desiderato.
Guardò Akem. Aveva detto di volerlo mettere alla prova.
Cosa lo aspettava? Schiacciare la testa di un orfano davanti agli occhi della madre? Fare a pezzi una fanciulla? Non si faceva illusione in merito al cattivo gusto di Rohan, quindi non aveva fiducia nemmeno in chi gli stava attorno.
Oppure avrebbe dovuto sbattere a terra lui, il giovane che gli era di fronte e che ancora lo guardava come se il suo spirito fosse rimasto lontano migliaia di passi? L'avesse ammazzato, avrebbe risolto molti dei problemi suoi e del gruppo di disperati che si era trovato ad aiutare. Era sempre più convinto della sua idea, e sapeva che quando l'avrebbe tirata fuori gli sarebbero piovute in testa un sacco di grane.
E comunque non era così sicuro che il Generale si sarebbe fatto togliere di mezzo facilmente.
Con questi pensieri si dispose, a modo suo. Gambe piantate, ascia appesa al braccio dietro la schiena, noncurante in apparenza, ma pronta ad essere scagliata contro il nemico, con tutta la forza del suo peso a rafforzare il colpo.
Solo, voleva vedere prima la mossa dell'altro. In fondo non è questo che fa un tattico?</description>
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				<category>Avventure su invito</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:34:23 +0100</pubDate>
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				<title>Baldr: Molter: a tu per tu con Shiroi</title>
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				<description>-La tua famiglia deve stare bene a soldi, per possedere fattorie nei pochi terreni fertili di Terre Brune, altro che non siete ricchi-commentò il giovane mannaro divertito. Sbuffò: -Nowen dice che crescerò anche io. Anche lui alla mia età era basso- puntualizzò piccato.
-Mio nonno sfiora i due metri. Sarebbe assurdo che in una famiglia di perticoni, esce fuori una mezza calzetta alta un metro e uno sputo...-

-Hai finito?- chiese poi. Ma immediatamente sollevò l'arco tendendo la corda.
-Quello da dove esce?-

C'era una figura, dagli abiti un cacciatore, armato di lancia, arco corto e spada corta assicurata al fianco.

Li guardava con sguardo fermo e indagatore.

-Non ha odore...-sussurrò Shiroi all'halfling.</description>
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				<category>Avventure standard (con consenso del master)</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:43:44 +0100</pubDate>
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				<title>Baldr: Paghury!</title>
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				<description>e angurie e meloni e pure cocomeri per la nostra Baran!</description>
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				<category>OT (Off Topic)</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:21:37 +0100</pubDate>
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				<title>Baldr: Tsk</title>
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				<description>In realtà...considerato che spesso Rowan diventa Rohan...e viceversa...mi sa che sono sempre nei pensieri della nostra Baranuccia. Auguri Baran!</description>
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				<category>Master</category>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:20:20 +0100</pubDate>
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